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Il ROERO (A cura di ROERO TURISMO I.A.T. ROERO)
ORIGINI DEL NOME
II nome Roero riconduce
alla nota famiglia astigiana che, ricca di blasone e di finanze, tanta parte
ebbe nel Medioevo delle colline della sinistra Tanaro albese. Benché di
recente affermazione (il Roero ha ritrovato la sua identità attraverso un
originalissimo processo culturale ed economico di autoaffermazione venuto
dal basso), il nome Roero entra in uso nell'ultimo quarto dell'800 (anche
nella forma "i Roeri"), mentre si
UN TERRITORIO BIFRONTE L'immagine del Roero è quella di una terra giovane, vivace, dinamica, esuberante: capace di veri miracoli economici. Ciò in virtù delle innumerevoli risorse economiche e turistiche. Variegato è, infatti, il paesaggio che, in rapida sequenza, alterna la selvaggia bellezza delle rocche, agli umori del bosco, agli ordinarissimi versanti collinari della vite e del pesco. La linea delle rocche divide terreni di diversa origine geologica: a nord-ovest un ondulato altopiano dai depositi quaternari (di origine eolica e fluviale), regno del bosco, del castagneto e delle stupende "terre rosse"; a sud-est un sistema collinare a struttura labirintica, con depositi di origine marina del terziario piemontese, regno della vite e del frutteto. LE ROCCHE II mito vuole che le abbia scavate Belzebù in persona, in una sola infernale notte. In effetti, l'aspetto labirintico e selvaggio delle rocche alimenta e giustifica suggestioni e leggende. In realtà, si tratta di un interessantissimo fenomeno di erosione che si presenta come un libro aperto sulla storia geologica del Roero. Vero eden per naturalisti e geo-logi, le rocche attraversano tutto il Roero, da Bra a Monta (circa 12 Km), ed offrono angoli di rara spettacolarità. Le rocche costituiscono, oggi, un'importante risorsa turistica. Per gli amanti del trekking sono stati tracciati innumerevoli sentieri. VIGNE E CASTELLI Particolarmente suggestivo risulta il paesaggio viticolo, disegnato dalla natura del rilievo e dalla cultura del viticoltore roerino. Tanti piccoli vigneti (rigorosamente di collina), dalle più strane geometrie, come tessere di un mosaico, compongono i versanti collinari rivolti al sole. Umilissimi ciabòt, testimoni di fatiche e di trepidanti veglie notturne a difesa dei raccolti, donano al paesaggio viticolo un alone fiabesco. Sui bricchi, superbi castelli, svettanti torri e campanili o lineari cascinali, raccontano di un Medioevo vivace e di una solida cultura contadina. |